C'è un punto, in ogni viaggio che progetto, in cui smetto di guardare la mappa e inizio a immaginare le facce delle persone che la pedaleranno.
È lì che un percorso smette di essere solo geografia e diventa qualcos'altro.
Il viaggio da Bassano a Verona è nato da tre luoghi che per me hanno un peso preciso, e che ho voluto mettere in fila come tappe di una storia, non solo come punti su una cartina.
Il primo è il Lago del Corlo. Ci si arriva dopo aver lasciato Bassano e il suo ponte sul Brenta, dopo che la pedemontana ha già lasciato spazio a gole e versanti più severi. È una sosta che non ho scelto per comodità logistica — l'ho scelta perché è il momento in cui capisci che sei già altrove, anche se sei partito solo poche ore prima. Si continua poi fino ai laghi di Levico e Caldonazzo, già in territorio trentino, dove la prima notte si dorme in un hotel con piscina: il giusto premio dopo una pedalata impegnativa.
Il secondo è Trento. Non perché sia una meta turistica imperdibile (è peraltro una città bellissima), ma perché è il giro di boa: il punto esatto in cui il viaggio cambia direzione e, in un certo senso, cambia anche stato d'animo. Da lì in poi non si sale più, si scende lungo la Val d'Adige, tra frutteti e vigneti, e si ritorna verso il Veneto — lo stesso confine attraversato il giorno prima, ora percorso in senso inverso. È il giorno più lungo, 98 km, ma è anche quello che ricordo come il più dolce.
Il terzo è il momento in cui, dopo le colline della Valpolicella, si arriva davvero sul Garda: una sosta caffè a Peschiera, con il lago a un passo dal tavolino. Da lì si scende verso Borghetto sul Mincio, dove i mulini sull'acqua sembrano essersi fermati in un altro secolo, poi tra le colline moreniche di Custoza, finché Verona arriva quasi all'improvviso. Il treno di rientro a Bassano chiude il cerchio.
Perché l'ho pensato in tre giorni, e non di più
Tre giorni bastano per cambiare ritmo senza che il corpo ne risenta troppo. Bastano per attraversare tre regioni di paesaggio — montagna, valle fluviale, colline vinicole — senza che il viaggio diventi una corsa contro il tempo. E bastano per dormire ogni sera in un letto vero, con la colazione pronta la mattina, perché il comfort non è mai stato, per me, il nemico dell'avventura. È quello che ti permette di tornare in sella il giorno dopo con la voglia intatta.
Lo pedalo insieme a Roberta, anche lei guida cicloturistica certificata.
Due persone che conoscono questo percorso passo per passo valgono più di qualsiasi cartina: sappiamo dove rallentare, dove un gruppo ha bisogno di una sosta che non era in programma, e dove invece è meglio lasciare che il paesaggio parli da solo.
Le informazioni essenziali
Si parte il 24 luglio dalla stazione di Bassano del Grappa e si arriva a Verona il 26, per un totale di circa 248 km e 1.830 m di dislivello complessivo. La quota è di 310 € a persona, e comprende pernottamento in hotel, colazioni, accompagnamento e assicurazione sanitaria e bagaglio.
Tutti i dettagli e le date sono su jonas.it. Per qualsiasi domanda sul percorso o sull'equipaggiamento, scrivetemi pure direttamente.
Ci vediamo in sella.
Gianluca
#pedalaconilcuore #bikepacking
Organizzazione tecnica: Circolo Viaggi srl – Vicenza – Autorizzazione amministrativa Provincia di Vicenza n°507 del 11-03-2003
