C’è un punto, nella pianificazione di ogni viaggio, in cui smetto di guardare il dislivello e inizio a immaginare le facce delle persone che pedaleranno con me.
Con questo weekend in bici lungo la costa istriana quel momento è arrivato presto. Forse perché il tracciato parla da solo. Forse perché l’Istria ha qualcosa che fa venire voglia di stare in sella senza fretta, con il naso all’aria e gli occhi sempre verso il mare.
Il 4 e 5 luglio 2026 partiamo da Muggia (Trieste) e torniamo allo stesso posto, dopo aver disegnato un anello meraviglioso: costa all’andata, Parenzana al ritorno. Due facce di una stessa terra, due modi completamente diversi di pedalare e di sentire.
Giorno 1: la costa ci aspetta
Partenza sabato 4 luglio alle ore 08:00 da Muggia.
115 chilometri, circa 900 metri di dislivello, e il mare quasi sempre accanto. È la tappa più bella che potessi immaginare per aprire un weekend in bici: piste ciclabili, sterrati e strade secondarie si alternano senza mai stancare, regalando scorci che difficilmente si dimenticano.
Lungo la strada attraverseremo tre città che valgono da sole il viaggio:
Pirano (Piran) — la più veneziana delle città istriane, con le sue calli strette e la piazza che guarda l’Adriatico
Portorož (Portorose) — vivace, elegante, piena di quella leggerezza tipica dei luoghi di mare
Novigrad (Cittanova) — un borgo antico sospeso tra cielo e acqua, dove il tempo sembra rallentare
Arriveremo a Parenzo nel pomeriggio. E lì, prima di pensare alla cena e al riposo, c’è una cosa sola da fare: buttarsi in quel mare croato che non ha bisogno di presentazioni.
Portate il costume. Non è un consiglio: è un obbligo.
Giorno 2: la Parenzana, un’epica silenziosa
Domenica 5 luglio, da Parenzo torniamo a Muggia su un tracciato completamente diverso: la Parenzana.
120 chilometri, 1.200 metri di dislivello. Non è la tappa più facile che vi abbia mai proposto. Ma è una di quelle che si portano dentro a lungo.
Un pezzo di storia sotto le ruote
Tra il 1902 e il 1935, una piccola ferrovia a scartamento ridotto collegava Trieste a Parenzo attraverso l’Istria interna. Si chiamava Parenzana: 123 chilometri di binari, 33 stazioni, gallerie scavate nella roccia e viadotti arditi tra colline di vite e olivi. Un’opera straordinaria, costruita quando questo territorio era parte dell’Impero austro-ungarico, pensata per unire comunità lontane e far circolare merci e persone.
Con le vicende del Novecento — le guerre, i confini che cambiavano, gli esodi — quella ferrovia perse senso e fu dismessa. I binari sparirono. Ma il tracciato rimase, inciso nel paesaggio come una cicatrice gentile.
Oggi quella cicatrice è diventata una delle ciclovie più belle e celebrate d’Europa. Slovenia e Croazia l’hanno recuperata e trasformata in un percorso che attraversa borghi, vigneti, panorami sull’Adriatico. Pedalare la Parenzana significa fare memoria: sentire sotto le ruote non solo ghiaia e terra, ma strati di storia, di vite, di partenze e ritorni.
È uno di quei tracciati che insegnano qualcosa, anche senza che tu te ne accorga.
In breve
Partenza: sabato 4 luglio, ore 08:00, Muggià (TS)
Tappa 1: Muggia → Parenzo | 115 km | ~900 m D+
Pernottamento: Parenzo
Tappa 2: Parenzo → Muggia lungo la Parenzana | 120 km | 1.200 m D+
Superficie: piste ciclabili, sterrati, strade secondarie
Da portare: bici, gambe, voglia di mare e il costume da bagno
Vuoi pedalare con noi?
I posti sono limitati e voglio assicurarmi che ogni persona che parte con me sia nel posto giusto per lei. Per questo preferisco parlare direttamente: programma preciso, costi, condizioni di partecipazione.
Scrivimi. Rispondo a tutti.
→ Contattami su gianlucasantacatterina.it
E se vuoi capire davvero cosa si porta a casa da un viaggio in bici organizzato — le persone che si incontrano, i silenzi, ciò che cambia dentro — ho scritto qualcosa che fa al caso tuo.
→ Leggi: “Quello che il Brenta, Trento e il Garda mi hanno insegnato sul viaggiare in bici”
E mentre sei lì, dai un’occhiata anche al viaggio del 24-25-26 luglio: Bassano del Grappa → Verona, lungo il Brenta e l’Adige. Un altro weekend che vale la pena non perdere.
Pedala con il cuore. Sempre.
Gianluca Santacatterina
Solitary Ultracyclist • Mental Coach • Autore
#pedalaconilcuore | gianlucasantacatterina.it
