Tre interventi al cuore, una bicicletta, e la scoperta che ha cambiato il mio modo di affrontare i limiti

2026-07-19 15:58

Gianluca

Tre interventi al cuore, una bicicletta, e la scoperta che ha cambiato il mio modo di affrontare i limiti

Non sono giovane, non sono magro e non ho una salute perfetta. Lo scrivo subito, perché è da qui che parte tutto quello che ho imparato negli ultimi anni.

Non sono giovane, non sono magro e non ho una salute perfetta. Lo scrivo subito, perché è da qui che parte tutto quello che ho imparato negli ultimi anni.

In appena tre anni ho affrontato tre interventi al cuore. Non li racconto per cercare compassione, ma perché quel periodo mi ha messo davanti a una domanda che forse ti sei fatto anche tu, in un momento difficile della tua vita: quando il corpo ti dice che ci sono dei limiti, cosa resta nelle tue mani?

La mia risposta, quasi per caso, è stata una bicicletta.

Quando ricominciare diventa un allenamento

Non sono salito in sella pensando a un obiettivo sportivo. All'inizio pedalare è stato semplicemente un modo per riprendermi un pezzo di normalità, giorno dopo giorno, chilometro dopo chilometro. Ma con il tempo qualcosa è cambiato: quello che era iniziato come un percorso di recupero è diventato una vera e propria palestra mentale.

Ho scoperto che le imprese più lunghe — quelle in solitaria, quelle che a un certo punto sembrano davvero fuori portata — non si vincono con le gambe. Si vincono molto prima, nella testa. E ho imparato a farlo sul campo, non sui libri, allenando tre alleati che oggi considero il cuore di tutto il mio metodo.

Tenacia. La capacità di rimettersi in sella (letteralmente) dopo un momento in cui vorresti solo fermarti. Non è forza di volontà astratta: è una serie di piccole decisioni concrete, ripetute, spesso quando nessuno ti guarda.

Concentrazione. La capacità di restare nel chilometro che stai pedalando adesso, invece di farti schiacciare dalla distanza che manca. È quello che ti impedisce di mollare a metà, perché hai smesso di guardare la fine e hai iniziato a guardare il prossimo passo.

Motivazione. Non quella che ti fa partire pieno di entusiasmo il primo giorno, ma quella che si ricostruisce ogni volta che serve, anche quando l'entusiasmo iniziale è già esaurito da un pezzo.

Da esperienza personale a metodo

Per un po' di tempo questo è rimasto un percorso privato, mio. Poi mi sono reso conto che quello che avevo imparato — spesso nel modo più duro, sulla mia pelle — poteva avere un valore anche per altri, se lo avessi trasformato in qualcosa di strutturato e trasferibile, invece che in un semplice racconto motivazionale.

Per questo ho conseguito la qualifica di Mental Coach Sportivo, riconosciuta dal Centro Nazionale Sportivo Libertas, dal CONI e dal Comitato Italiano Paralimpico. Non per smettere di essere "quello che ha vissuto la storia", ma per affiancare a quella storia un metodo che possa essere davvero utile a chi ha di fronte una sfida simile alla mia.

A chi si rivolge questo percorso

Non lavoro con chiunque voglia "migliorare la mente" in astratto. Lavoro soprattutto con persone adulte che affrontano un limite — fisico, di salute, di età — e che nonostante questo non vogliono rinunciare a un obiettivo ambizioso: chi vuole tornare in gara dopo un problema di salute, chi ha davanti una sfida che sembra fuori portata, chi ha bisogno di ricostruire la motivazione dopo una battuta d'arresto seria. L'obiettivo può essere sportivo, come nel mio caso, oppure un traguardo personale che per te ha lo stesso peso. Se ti riconosci in una di queste situazioni, probabilmente questo percorso può esserti utile.

Il primo passo

Se in questo momento stai affrontando un limite e ti stai chiedendo se puoi comunque raggiungere il tuo obiettivo, non serve deciderlo da solo. Prenota una call conoscitiva gratuita di 20 minuti: ci raccontiamo il tuo obiettivo e valutiamo insieme, senza impegno, se e come posso aiutarti a raggiungerlo.

 

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