Qualche settimana fa vi avevo raccontato l'idea di un weekend in sella tra la pianura del Po e la laguna delle Valli di Comacchio, senza un metro di dislivello. Oggi quell'idea diventa un programma vero, con una data e tutto ciò che serve per decidere di esserci: sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre, un ponte d'autunno da vivere a pedali. E prima dei numeri, lasciate che vi porti ancora una volta lungo la strada.
Sabato 31 ottobre: dal grande fiume alla città delle chiuse
Si parte da Rovigo, al mattino, quando la pianura si sveglia lentamente. In pochi chilometri siamo sull'argine del Po, e da lì il mondo cambia prospettiva. L'argine è una strada sopraelevata che corre accanto al fiume più lungo d'Italia: da un lato le golene, i pioppeti allineati come colonne, i campi che in autunno si fanno scuri e silenziosi; dall'altro l'acqua larga e lenta, che non ha mai fretta. È un paesaggio che chiede di rallentare, e la bicicletta è il mezzo perfetto per ascoltarlo.
Poi, all'orizzonte, compare Ferrara. La città degli Estensi ci accoglie con le sue mura rinascimentali, tra le meglio conservate d'Europa, e con quel rapporto quasi naturale con la bicicletta che la rende una delle città più ciclabili d'Italia. Qui si aggiunge al gruppo chi preferisce una tappa più corta, circa 60 km invece di 100. È il bello di questo viaggio: ognuno può trovare la propria misura.
Da Ferrara verso Bologna il filo conduttore diventa il Canale Navile, la via d'acqua che per secoli ha collegato Bologna alla pianura e, attraverso di essa, fino a Venezia. Lungo le sue sponde si incontrano ancora i "sostegni", le antiche chiuse che regolavano il passaggio delle barche cariche di merci. Pedalare qui significa attraversare una Bologna che pochi conoscono: quella operosa, mercantile, legata all'acqua più di quanto oggi si immagini. Si entra in città quasi senza accorgersene, dalla porta più autentica.
La sera: sapori d'Emilia e di Romagna in Via Pescherie Vecchie
Dopo una doccia e un momento di riposo in hotel, un taxi ci porterà nel cuore del Quadrilatero, il dedalo di vie medievali a due passi da Piazza Maggiore. Qui, in Via Pescherie Vecchie, il nome racconta ancora la storia: un tempo questa era la strada dei pescivendoli, e tutto intorno si affollavano macellai, salumieri, drogherie. Ancora oggi, tra banchi di frutta, botteghe storiche e osterie, si respira l'anima gastronomica della città, quella che ha regalato a Bologna il soprannome di "la Grassa".
La nostra cena sarà un viaggio nella tradizione di due terre sorelle. Da una parte l'Emilia, con i suoi taglieri di mortadella, prosciutto e Parmigiano Reggiano accompagnati da crescentine calde, e poi i primi che non hanno bisogno di presentazioni: tortellini, tagliatelle al ragù, lasagne verdi. Dall'altra la Romagna, con la piadina, lo squacquerone e i sapori più rustici e generosi della costa e della collina. Nei bicchieri, un Lambrusco frizzante che sgrassa e rallegra, un Pignoletto dei colli bolognesi, un Sangiovese di Romagna per chi ama i rossi più strutturati. Dopo cento chilometri in sella, un brindisi così ha un sapore che nessuna giornata in ufficio può dare.
E poi il rientro in taxi, le gambe stanche e la testa leggera, e un letto che aspetta.
Domenica 1 novembre: sospesi tra cielo e acqua
Dopo colazione ci spostiamo in stazione. Circa un'ora di treno e siamo a Ravenna, la città dei mosaici, porta d'accesso a uno dei paesaggi più straordinari d'Italia: le Valli di Comacchio, cuore del Parco del Delta del Po.
Da qui parte il nostro anello, circa 90 km in totale pianura. Le Valli sono un mondo a parte: specchi d'acqua salmastra che si perdono all'orizzonte, casoni da pesca isolati, canneti che ondeggiano al vento. Il momento più atteso è l'Argine degli Angeli, una sottile striscia di terra che corre tra la Valle Fossa di Porto e la Valle di Magnavacca, con l'acqua su entrambi i lati. Il quotidiano francese Le Figaro l'ha definita la ciclabile più bella d'Italia, e quando ci si trova sopra si capisce il perché. Non c'è traffico, non ci sono rumori, solo il fruscio delle ruote e il volo degli uccelli. In questa stagione, con un po' di fortuna, i fenicotteri rosa punteggiano le acque basse: una visione che sembra fuori posto, quasi esotica, eppure è lì, a poche ore da casa.
È il finale perfetto per un weekend nato per rallentare: si chiude la giornata con la sensazione di aver attraversato due mondi diversi, uniti da un unico filo, quello dell'acqua.
Un gruppo piccolo, per scelta
Ho deciso di mantenere il gruppo raccolto: al massimo sette persone. Non è una questione di numeri, ma di qualità del tempo condiviso. In pochi si pedala al ritmo di tutti, ci si ferma quando c'è qualcosa da guardare, si parla davvero. A tavola si diventa compagni di viaggio, e spesso qualcosa di più. È il modo in cui mi piace viaggiare, ed è quello che voglio offrirvi.
Condizioni di partecipazione
Date: sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre
Quota richiesta: € 185
Supplemento camera singola: € 50
La quota comprende: pernottamento con prima colazione in hotel 3 stelle in camera doppia, taxi andata e ritorno per la cena in centro a Bologna, guida cicloturistica per entrambe le giornate.
La quota non comprende: tassa di soggiorno (da pagare direttamente in hotel), pranzi e cene, trasferimento in treno Bologna–Ravenna.
Iscrizione e pagamento entro il 20 ottobre.
Il weekend si svolge con un minimo di 5 e un massimo di 7 partecipanti.
Per informazioni e iscrizioni scrivetemi a gs@gianlucasantacatterina.it.
I posti sono pochi per scelta. Se state pensando di esserci, non aspettate l'ultimo giorno: le gambe si preparano in fretta, il posto in gruppo no.
Gianluca Santacatterina
Solitary Ultracyclist • Mental Coach • Autore
#pedalaconilcuore | gianlucasantacatterina.it
